La zona grigia dei ma

Omofobia, femminicidi, razzismo, sfruttamento, repressione. Cosa nutre il dominio della violenza? “… Ma potrebbero anche evitare di baciarsi in pubblico”, “… ma lei lo ha piantato per un altro”, “… continuano ad annegare, ma non sanno che su quei barconi si muore?! avranno internet”, “… ma se lo hanno pestato a sangue è perché nascondeva qualcosa o comunque avrà reagito”… Abbiamo bisogno di ripartire dalle pieghe dei nostri ma e però. In questo prezioso articolo Matteo Saudino, che ogni giorno accetta la sfida di ragionare di filosofia con ragazzi e ragazze, mette in discussione linguaggi e pensieri che “abbrutiscono, alimentano paure, disgregano la possibilità di costruire comunità solidali”, la crescente zona grigia del ma e del però

Orlando

di Matteo Saudino*

Mi dispiace per quei gay, ma…. Molti dei commenti pubblici seguiti al terribile massacro di Orlando, in cui sono morte cinquanta persone (persone e non gay, perché prima di essere gay, eterosessuali, musulmani, cristiani, ebrei, inglesi, africani, cinesi, immigrati, clandestini, bianchi, neri e chi più ne ha, più ne metta, siamo tutti persone, leggi anche Trova il tempo, siediti con loro di Carlos Maza, ndr) confermano che l’essenza intima del nostro essere non emerge tanto nella solennità e ufficialità del nostro dire o agire, piuttosto sembra nascondersi nelle pieghe dei nostri ma e però.

Vediamo alcuni esempi.

Omofobia 1. Sono stati uccisi in modo barbaro e violento, ma potrebbero anche evitare di baciarsi in pubblico e di andare a rinchiudersi in locale per soli gay, o sfilare mezzi nudi in quel carnevale disgustoso chiamato “Orgoglio omosessuale”. Per me possono fare quello che vogliono, ma non davanti a me, in modo provocatorio e volgare. Che poi saranno brave persone, alcuni dicono estrose e artistiche, ma chi ti dice che sotto sotto poi non siano dei pedofili.

Omofobia 2. Si va bene, avete ragione, lo prendevano in giro, anche in modo pesante, ma se lui fosse stato forte e convinto del suo essere gay mica si sarebbe ammazzato, diciamocelo. Certo era un po’ solo ed emarginato, ma non è facile neppure per i genitori stare vicino a un figlio che alla fine non è prorpio normale, cioè non è come tutti gli altri ragazzi.

Femminicidio 1. Poverina l’ha ammazzata come un cane, veramente terribile, ma lei lo ha anche piantato per un altro, dopo anni di matrimonio, e avevano pure una figlia! Dai non si può trattare un uomo così, lui ha sbagliato certo, ma le donne di oggi non stanno più al loro posto, certe poi hanno tanti di quei grilli per la testa.

Femminicidio 2. L’hanno stuprata perché sono dei bastardi, fanno schifo, ma lei come cavolo andava vestita… sembrava una zoccola. E come si atteggiava in pubblico. Se io fossi stato suo padre o suo fratello mica usciva di casa conciata così, due schiaffi e vedeva. Cioè se provochi vuol dire che te la sei cercata, lo sai che certi maschi non si trattengono, è una questione di natura.

Stalking. Sì sì, forse era fastidioso, ma a lei inizialmente piaceva, dai lo sapevano tutti che amava essere corteggiata e stare al centro dell’attenzione. Ora dice che lui la molesta, ma lei gli aveva fatto credere che ci stava e poi sul più bello… niente. Prima chattavano su facebook e poi a lei non andava più bene. La prossima volta deve pensarci prima.

Razzismo 1. Poveri cristi continuano ad annegare, ma non sanno che su quei barconi si muore?! Avranno internet? E allora vedranno che da noi è difficile arrivare e che gli scafisti sono criminali. E poi cosa vengono a fare qui, che non c’è lavoro neanche per noi. E poi si lamentano se li mandiamo via.

Razzismo 2. Certo che non si dovrebbe dare fuoco a un campo di zingari e certo mi dispiace che quei due bambini siano morti, ma che cazzo vogliono da noi: rubano, puzzano, non pagano le tasse. E hanno le auto grandi. Se la sono cercata. La prossima volta imparano. Se nessuno li vuole un perché c’è. Se li prendano come vicini di casa i nostri politici.

Razzismo 3. Ci sarà pure la guerra da loro, ma mica tutti i rifugiati possono venire da noi. Ecchecazzo! Che poi ti dicono che non hanno nulla, che hanno perso la casa, così noi li dobbiamo mantenere e gli diamo la paghetta giornaliera. Che alla fine hanno un telefono più costoso del mio. Non ci sarà la guerra, ma anche da noi le cose non vanno bene. Alla fine avranno Sky come gli spacciatori in carcere.

Sfruttamento. È vero, è una tragedia, ma a loro faceva comodo lavorare in nero. Sapevano che non c’era sicurezza nel cantiere, ma sono andati: è troppo facile prendersela dopo con il padrone. Di questi tempi è già un miracolo avere un lavoro.
Repressione. Si avranno esagerato un po’, ma stai a vedere che la prossima volta anziché manifestare e scioperare, se ne stanno a casa loro. I poliziotti hanno fatto solo il loro mestiere. E perché alcuni avevano il volto coperto?

Repressione 2. Ammazzarlo non dovevano, ma se lui non avesse fatto niente mica lo avrebbero portato in carcere. E poi se lo hanno pestato a sangue è perché nascondeva qualcosa o comunque avrà reagito. Mi dispiace per lui, ma a me mica le forze dell’ordine mi prendono e mi torturano. Ora lo fanno passare per un martire, ma stai sicuro che…

Il grande problema che dobbiamo affrontare non è la zona nera dei razzisti, dei maschilisti, dei guerrafondai e dei violenti. Il grande problema delle nostre democrazie europee è la crescente zona grigia del ma e del però, vera e propria epifania della pericolosa mediocrità culturale e politica dei tempi in cui viviamo. I ma e i però sono il cavallo di Troia che dall’interno della società disgregano la possibilità di costruire comunità politiche solidali, eque, inclusive e giuste. I ma e i però sono ciò che quotidianamente ci abbruttiscono, che alimentano le paure, facendoci perdere di vista l’orizzonte della possibilità di vivere insieme in pace.

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* insegnante di filosofia
L’adesione di Matteo Saudino alla nostra campagna “Facciamo Comune insieme“: “Non c’è democrazia reale senza informazione indipendente: per questo sostengo Comune per il 2016”

Il post La zona grigia dei ma é stato pubblicato su Comune-info.

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